Skip to main content

Cos’è il Bilancio di Sostenibilità? Quali sono gli obiettivi e le caratteristiche del report?

Autore
Novembre 28, 2023

Il report di sostenibilità rappresenta una forma di rendicontazione non finanziaria che permette alle aziende di comunicare i loro progressi verso obiettivi su vari parametri dal punto di vista della sostenibilità, inclusi metriche ambientali, sociali e di governance, oltre ai rischi e agli impatti che possono affrontare, attualmente o in futuro.

L’obiettivo primario del report di sostenibilità è stimolare azioni concrete verso sforzi mirati. Il report di sostenibilità aiuta le aziende a comunicare gli impatti, sia positivi che negativi, delle loro azioni sull’ambiente, la società e l’economia, e di conseguenza a stabilire le priorità.

Per garantire una completa trasparenza nella comunicazione dei progressi e degli sforzi in ambito di sostenibilità, il formato di reporting può includere fotografie, dati numerici, grafici, infografiche, ecc.

Nel lungo termine, il report aiuta le aziende a valutare rischi e opportunità e le supporta nel promuovere operazioni ecologiche, allinearsi con gli obiettivi della Responsabilità d’impresa o CSR (Corporate Social Responsibility) e aumentare le opportunità di risparmio sui costi.

Trasformare la Sostenibilità in Azione e Valore per le aziende: il supporto di Alens

In un mondo dove la sostenibilità è diventata centrale per l’identità aziendale e la strategia di crescita, il Bilancio di Sostenibilità rappresenta uno strumento fondamentale per le imprese che desiderano posizionarsi come leader responsabili e innovativi. Alens, con la sua profonda expertise nel campo della sostenibilità aziendale, guida le organizzazioni attraverso il processo di creazione di un Bilancio di Sostenibilità che non solo soddisfa le esigenze normative ma contribuisce anche a costruire un futuro più verde e responsabile.

Il Bilancio di Sostenibilità: cos’è, per chi è obbligatorio e come redigerlo

Nel panorama attuale del business profit, la legge impone che solo le società quotate e le grandi imprese del settore bancario e assicurativo siano tenute a redigere e presentare un report di sostenibilità.

Questa esigenza deriva dalla Direttiva 2014/95/UE, introdotta nel 2014 e ufficialmente adottata nell’UE alla fine del 2016. Questo regolamento stabilisce l’obbligatorietà del bilancio di sostenibilità per tutte le “grandi imprese che sono entità di interesse pubblico, inclusi gli enti che sono aziende capogruppo di un gruppo di grandi dimensioni, aventi in media oltre 500 dipendenti”. Per “base consolidata”, si fa riferimento a un’entità che soddisfi specifici criteri di dimensione, quali ricavi netti da vendite e prestazioni superiori a 40 milioni di euro oppure un totale di stato patrimoniale che ecceda i 20 milioni di euro.

Questo obbligo normativo mira a promuovere la trasparenza e la responsabilità delle aziende su temi chiave della sostenibilità, incentivando così pratiche aziendali più etiche e sostenibili.

A cosa serve il bilancio di sostenibilità di un’impresa?

Il report di sostenibilità rappresenta lo strumento principale di cui un’organizzazione o un’azienda dispone per comunicare volontariamente le proprie prestazioni e il proprio impatto, positivo o negativo, in termini di questioni ambientali, sociali e di governance (ESG). Le informazioni contenute nel report devono essere rilevanti per gli stakeholder.

L’obiettivo fondamentale di un report di sostenibilità è fornire trasparenza riguardo al contributo dell’azienda allo sviluppo sostenibile; esso è anche considerato un mezzo per rendere conto della propria responsabilità nei confronti degli stakeholder (investitori, dipendenti, regolatori di mercato, fornitori, società civile, clienti, ecc.).

Perché è importante e a cosa serve?

  • La redazione del report implica lo sviluppo e la comunicazione dei collegamenti tra sostenibilità e business, attraverso la raccolta di informazioni e il loro aggiornamento regolare. Di seguito alcuni dei vantaggi derivanti dalla produzione di un report di sostenibilità:
  • Funzioni di un report di sostenibilità
  • Migliora la gestione dell’organizzazione identificando rischi, scoprendo opportunità di risparmio energetico, evitando problemi di conformità, ecc.
  • Rafforza la comunicazione interna e il senso di appartenenza. Nelle grandi organizzazioni, i dipendenti spesso non sono a conoscenza delle azioni intraprese dall’azienda con cui potrebbero identificarsi.
  • Migliora la reputazione e l’immagine dell’organizzazione comunicando il suo legame con lo sviluppo sostenibile sotto forma di una gamma di servizi sostenibili e il suo contributo sociale e ambientale.
  • Migliora le relazioni finanziarie offrendo un messaggio unificato ed evitando dichiarazioni fuori tema. Poiché il report è prodotto sulla base di un consenso interno, costituisce una fonte regolare di informazioni affidabili.

Le Origini del Bilancio di Sostenibilità in Italia: Una Panoramica

Il concetto di Bilancio di Sostenibilità in Italia affonda le sue radici in una consapevolezza crescente dell’importanza delle pratiche aziendali responsabili e dell’impatto delle attività economiche sull’ambiente e sulla società. Questo strumento, diventato cruciale per le imprese che puntano a comunicare il proprio impegno verso la sostenibilità, ha iniziato a guadagnare terreno negli anni ’90, in risposta all’esigenza di trasparenza e responsabilità ambientale e sociale.

La nascita del Bilancio di Sostenibilità in Italia può essere vista come parte di un movimento globale che ha preso piede dopo la conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo (UNCED) tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992. Questo evento ha segnato una svolta, ponendo le basi per una nuova era di consapevolezza ambientale e sociale nelle pratiche aziendali.

Negli anni successivi, il concetto di sostenibilità ha iniziato a essere integrato nelle strategie aziendali, guidato da un mix di volontariato e normative. In Italia, il processo di adozione del Bilancio di Sostenibilità è stato inizialmente guidato dalle grandi aziende, soprattutto quelle quotate in borsa, che hanno riconosciuto l’importanza di comunicare agli stakeholder non solo i benefici finanziari ma anche gli impatti sociali e ambientali delle loro attività.

Il riconoscimento legale e la formalizzazione del Bilancio di Sostenibilità sono stati ulteriormente stimolati dall’introduzione della Direttiva 2014/95/UE dell’Unione Europea, nota come la Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria, che ha richiesto alle grandi aziende e gruppi di rendicontare su questioni sociali, ambientali e di governance. L’Italia ha recepito questa direttiva nel 2016, sottolineando l’importanza del reporting dal punto di vista della sostenibilità e marcando un passo decisivo nella promozione della trasparenza e della responsabilità aziendale.

Oggi, il Bilancio di Sostenibilità è considerato non solo uno strumento di reporting ma anche una leva strategica per le imprese italiane che desiderano posizionarsi come leader responsabili nel loro settore, migliorare le relazioni con gli stakeholder, attrarre investimenti e talenti, e navigare con successo in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

In sintesi, le origini del Bilancio di Sostenibilità in Italia riflettono un cammino evolutivo verso una maggiore consapevolezza sociale e ambientale, sottolineando il ruolo cruciale che le imprese giocano nella costruzione di un futuro sostenibile. Questo strumento è diventato un pilastro per le imprese che mirano a integrare i principi di sostenibilità in tutte le loro operazioni, delineando un percorso di crescita responsabile e trasparente.

Che cos’è il report di sostenibilità di Alens

Alens supporta le aziende nella creazione di un bilancio di sostenibilità. Il servizio include lo sviluppo di un progetto di sostenibilità e il supporto nella realizzazione del bilancio, con l’obiettivo di integrare la sostenibilità nei processi aziendali, creare valore, ridurre i costi attraverso innovazioni, migliorare le relazioni con gli stakeholder e prepararsi ai cambiamenti del mercato. Alens propone un approccio personalizzato, fornendo coaching e consulenza strategica per aiutare le aziende a migliorare i loro indicatori ESG e a comunicare in modo efficace gli obiettivi e i raggiungimenti in materia di sostenibilità agli stakeholder. Il Bilancio di Sostenibilità è il primo concreto passo per preparare le imprese a realizzare una più ampia strategia di sostenibilità aziendale e creare un reale vantaggio competitivo in termini di reputazione sul mercato, attrazione di investimenti sostenibili, e conformità con le crescenti richieste normative a livello globale. Alens mira a posizionare le aziende all’avanguardia delle pratiche di sostenibilità, assicurando che siano pronte non solo a rispondere alle sfide attuali ma anche a capitalizzare le opportunità future legate alla sostenibilità.

servizio-bilancio-sostenibiltia-alens

Le differenze fra Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) e bilancio di sostenibilità?

La Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) è un requisito specifico introdotto dalla Direttiva 2014/95/UE dell’Unione Europea, recepita in Italia con il D.Lgs. 254/2016. La DNF è obbligatoria per determinate categorie di imprese di grandi dimensioni, quali società quotate, banche, assicurazioni e altre imprese di interesse pubblico che superano certe soglie dimensionali. Queste aziende sono tenute a includere nella loro relazione di gestione annuale una sezione dedicata alle informazioni non finanziarie, che copra aspetti ambientali, sociali, relativi al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro la corruzione e le tangenti. L’obiettivo della DNF è fornire una panoramica chiara delle politiche, dei rischi e degli esiti legati a questi temi.

Il bilancio di sostenibilità, d’altro canto, pur avendo obiettivi simili in termini di comunicazione dell’impegno aziendale verso la sostenibilità, non è regolamentato da una normativa specifica che ne dettaglia contenuti e formati obbligatori. Solitamente, il bilancio di sostenibilità viene redatto su base volontaria dalle aziende che desiderano comunicare in modo più esteso e dettagliato il loro impegno e le loro prestazioni in ambito ESG (Ambientale, Sociale e di Governance). Esso può includere una gamma più ampia di informazioni rispetto alla DNF e viene spesso strutturato secondo standard internazionali di reporting di sostenibilità, come quelli proposti dal Global Reporting Initiative (GRI) o dall’International Integrated Reporting Council (IIRC).

In sintesi, mentre la DNF è una dichiarazione regolamentata e obbligatoria per certe grandi imprese, che si focalizza su specifici aspetti non finanziari dell’attività aziendale, il bilancio di sostenibilità rappresenta un’iniziativa più ampia e volontaria, che permette alle aziende di raccontare in modo comprensivo il loro impegno verso la sostenibilità.

La spinta normativa e le iniziative esterne

Nel 2024, l’Italia testimonia un’accelerazione significativa nella direzione di una maggiore responsabilità e trasparenza aziendale, grazie alla spinta normativa e alle iniziative esterne in materia di bilancio di sostenibilità. Questo slancio è guidato dall’introduzione di nuove normative che estendono l’obbligo di rendicontazione ESG (Ambientale, Sociale e di Governance) a un numero maggiore di aziende, inclusi i criteri più stringenti per società quotate e PMI. Queste misure sottolineano l’impegno dell’Italia verso l’adozione di pratiche sostenibili, ponendo le basi per un’economia più verde e inclusiva.

Parallelamente, iniziative esterne, come forum di discussione, workshop e partnership tra il settore pubblico e quello privato, giocano un ruolo cruciale nel supportare le aziende nel percorso di adeguamento a questi standard più elevati. Tali iniziative non solo forniscono alle aziende le conoscenze e le risorse necessarie per implementare pratiche di sostenibilità efficaci ma contribuiscono anche a creare una cultura della sostenibilità più radicata nel tessuto imprenditoriale italiano.

L’anno 2024 segna quindi un punto di svolta per il bilancio di sostenibilità in Italia, con l’obiettivo di rendere le aziende più consapevoli del loro impatto ambientale e sociale e di incentivare un cambiamento positivo verso un futuro sostenibile.

La Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) rappresenta oggi un requisito obbligatorio di rendicontazione sulla sostenibilità per specifiche categorie di entità, tra cui enti di interesse pubblico come banche e assicurazioni di qualsiasi dimensione, nonché per le società quotate con oltre 500 dipendenti e soglie finanziarie stabilite (ricavi netti oltre i 40 milioni di euro o attivi patrimoniali superiori ai 20 milioni di euro).

Al momento, le piccole e medie imprese (PMI) non sono soggette a tale obbligo, ma il panorama normativo è in evoluzione. A partire dal 2024, basandosi sui dati del 2023, il Bilancio ESG diverrà un requisito per tutte le aziende che superano i 250 dipendenti, con un bilancio oltre i 43 milioni di euro o un fatturato maggiore di 50 milioni di euro.

Inoltre, dal 2024, l’obbligatorietà si estenderà anche alle società quotate, ad eccezione delle imprese che impiegano meno di 10 lavoratori e registrano un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro. Le PMI dovranno adeguarsi a questa normativa a partire dal 1° gennaio 2026, segnando un passo importante verso una maggiore trasparenza e responsabilità aziendale nel contesto della sostenibilità.

Questo ampliamento degli obblighi di rendicontazione riflette l’importanza crescente attribuita alle performance ambientali, sociali e di governance (ESG) nel valutare l’impatto e la responsabilità delle aziende nel loro operato.

SDGs

In questo contesto normativo e di crescente consapevolezza sulla sostenibilità, i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite giocano un ruolo fondamentale nel guidare le azioni e gli sforzi globali verso un futuro più sostenibile. Gli SDGs forniscono un quadro chiaro e universale per affrontare le sfide globali più urgenti, tra cui la riduzione della povertà, la promozione della salute e dell’istruzione, la lotta contro il cambiamento climatico e la protezione dell’ambiente. L’Italia, insieme ad altri paesi, si impegna attivamente a raggiungere gli SDGs attraverso politiche, programmi e azioni concrete volte a integrare questi obiettivi nelle strategie nazionali di sviluppo e nelle pratiche aziendali. L’allineamento delle normative nazionali e delle iniziative esterne con gli SDGs è essenziale per garantire un progresso coerente e significativo verso un futuro sostenibile per tutti. Per un approfondimento sui 17 Sustainable Development Goals SDGs visita www.sdgs.un.org/goals

Enel-BilancioSostenibilta-2017

Bilancio di sostenibilità: i migliori esempi

Molte aziende leader nei loro settori hanno abbracciato la pratica di pubblicare regolarmente i loro bilanci di sostenibilità, rispecchiando un impegno crescente verso la trasparenza e la responsabilità aziendale.

Tra queste, fra i migliori esempi abbiamo:

  1. Aziende Energetiche: Compagnie come Enel e Eni sono state tra le prime in Italia a pubblicare bilanci di sostenibilità, data la natura impattante del loro settore sull’ambiente. Queste aziende tendono a fornire dettagliati report ESG che coprono tutto, dalla riduzione delle emissioni alla promozione delle energie rinnovabili.
  2. Istituzioni Finanziarie: Banche e assicurazioni, come Intesa Sanpaolo e Generali, pubblicano bilanci di sostenibilità che illustrano non solo il loro impatto ambientale ma anche le pratiche di governance e le iniziative sociali.
  3. Aziende Manifatturiere e di Beni di Consumo: Aziende come Pirelli e Ferrero sono esempi di come il settore manifatturiero e dei beni di consumo comunichi gli sforzi per ridurre l’impatto ambientale e migliorare le condizioni sociali lungo le catene di approvvigionamento.
  4. Settore Moda: Aziende come Prada e Armani, nel contesto dell’impegno per una moda più sostenibile, pubblicano report che dettagliano iniziative volte a ridurre l’impato ambientale e a promuovere pratiche lavorative etiche.

Quali sono le differenze tra bilancio d’esercizio e bilancio di sostenibilità?

Il bilancio d’esercizio e il bilancio di sostenibilità sono due strumenti di reporting aziendale che servono a scopi diversi e riflettono aspetti differenti dell’attività di un’azienda:

Bilancio d’Esercizio

  • Natura e Obiettivo: Il bilancio d’esercizio è un documento contabile obbligatorio che ogni azienda deve redigere al termine dell’anno fiscale. Il suo obiettivo principale è fornire una rappresentazione fedele della situazione patrimoniale, finanziaria e economica dell’azienda.
  • Contenuti: Include il conto economico, lo stato patrimoniale e la nota integrativa, che insieme offrono una visione completa dei risultati economici, degli asset e delle passività dell’azienda.
  • Regolamentazione: È regolato da principi contabili nazionali e internazionali (come i principi IFRS), nonché dalla legge del paese in cui l’azienda opera. In Italia, le norme di riferimento sono contenute nel Codice Civile.
  • Destinatari: Gli stakeholder principali sono gli azionisti, gli investitori , le banche e le autorità fiscali, che utilizzano il bilancio d’esercizio per valutare la performance economica e finanziaria dell’azienda e prendere decisioni informate.

Bilancio di Sostenibilità

  • Natura e Obiettivo: Il bilancio di sostenibilità, noto anche come report di sostenibilità o report ESG (Environmental, Social, Governance), è un documento volontario che alcune aziende scelgono di redigere per comunicare il proprio impegno e le proprie prestazioni in ambito ambientale, sociale e di governance.
  • Contenuti: Include informazioni su impatti ambientali, pratiche lavorative, etica aziendale, contributi alla comunità e altri aspetti non finanziari dell’attività aziendale. Il documento può seguire standard internazionali come quelli del Global Reporting Initiative (GRI) o del Sustainability Accounting Standards Board (SASB).
  • Regolamentazione: Non esiste una normativa che regoli universalmente il bilancio di sostenibilità, sebbene alcune direttive dell’Unione Europea e leggi nazionali possano richiederlo per determinate aziende. Generalmente, la sua redazione è guidata da principi volontari e standard di reporting riconosciuti a livello internazionale.
  • Destinatari: Si rivolge a una gamma più ampia di stakeholder, inclusi clienti, dipendenti, partner commerciali e la società nel suo complesso, interessati a comprendere l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità e la responsabilità sociale.

In sintesi, il bilancio d’esercizio si concentra sulla salute economica e finanziaria dell’azienda e ha una natura obbligatoria, mentre il bilancio di sostenibilità è orientato a evidenziare come l’azienda affronta questioni ambientali, sociali e di governance, con una natura più volontaria e strategica verso la trasparenza e l’impegno etico.

Che differenza c’è tra RSI o CSR (Corporate Social Responsibility) e ESG?

Nel contesto dell’energia e della sostenibilità, le sigle RSI (Responsabilità Sociale d’Impresa) e ESG (Environmental, Social, and Governance) si riferiscono a due concetti che, pur essendo strettamente correlati, presentano alcune differenze chiave nel loro approccio e nel loro focus.

Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI)

La RSI si riferisce all’impegno volontario da parte delle aziende di contribuire allo sviluppo sostenibile, lavorando per migliorare la società e l’ambiente, oltre che per raggiungere obiettivi economici. Questo concetto enfatizza l’etica aziendale e il contributo positivo che un’impresa può fornire su vari fronti: ambientale, sociale e economico.

  • Approccio: La RSI adotta un approccio olistico che considera l’azienda come parte integrante della società, con una responsabilità etica verso i cittadini, i lavoratori, gli investitori e l’ambiente.
  • Iniziative: Comprende una vasta gamma di attività, come donazioni a enti di beneficenza, iniziative di volontariato aziendale, pratiche di business etiche, miglioramento delle condizioni di lavoro e riduzione dell’impatto ambientale.
  • Obiettivo: Mirare a un impatto sociale positivo e al miglioramento della reputazione aziendale, oltre che al successo economico.

Environmental, Social, and Governance (ESG)

bilancio-esg

ESG si concentra su tre pilastri critici nelle decisioni di investimento e nella valutazione della performance aziendale: ambientale (Environmental), sociale (Social) e di governance (Governance). Questo approccio è spesso utilizzato dagli investitori per valutare le aziende in cui investire, basandosi sulla loro capacità di gestire rischi e opportunità di cambiamento legati a questi tre fattori.

  • Approccio: L’ESG valuta specifici criteri e pratiche aziendali sotto i profili ambientale, sociale e di governance, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e ai rischi a lungo termine.
  • Iniziative: Include la gestione delle emissioni di CO2, l’uso efficiente delle risorse, il rispetto dei diritti umani, la diversità nei consigli di amministrazione e pratiche di governance trasparenti e responsabili.
  • Obiettivo: Fornire agli investitori e ad altri stakeholder una valutazione complessiva del grado di sostenibilità e di responsabilità etica di un’azienda, influenzando così le decisioni di investimento e la valutazione del rischio.

In sintesi, mentre la RSI nota anche come CSR (Corporate Social Responsibility), è più focalizzata sull’impegno volontario delle aziende verso un impatto sociale e ambientale positivo, l’ESG è un criterio utilizzato per valutare come le aziende gestiscono aspetti specifici legati all’ambiente, al sociale e alla governance, con una forte enfasi sulla sostenibilità e sui rischi a lungo termine per gli investitori. Entrambi i concetti sono fondamentali nel promuovere pratiche di business responsabili e sostenibili, ma differiscono nel loro approccio, obiettivi e applicazioni.

Le principali linee guida di rendicontazione del report di sostenibilità

Fino al 2023 le principali linee guida e standard di rendicontazione della sostenibilità che le aziende italiane si sono allineate principalmente con i principi e le direttive imposte da consiglio europeo, integrati da normative nazionali. Ad esempio oggi le principali linee guida di rendicontazione di questo documento in Italia nel 2024 possono essere considerate:

1. Direttiva UE sulla Rendicontazione Non Finanziaria (Direttiva 2014/95/UE)

Questa direttiva, recepita in Italia con il D.Lgs. 254/2016, richiede alle grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti di divulgare informazioni su questioni ambientali, sociali, relative al personale, al rispetto dei diritti umani, e alla lotta contro la corruzione. La direttiva stabilisce il quadro per la rendicontazione, senza imporre un formato rigido, consentendo alle aziende di aderire a standard internazionali riconosciuti.

2. Cosa di intende per GRI?

L’acronimo G-Global, R-Reporting, I-Initiative, è uno degli standard più utilizzati a livello mondiale per la rendicontazione della sostenibilità. Fornisce un framework dettagliato che le aziende possono seguire per rendicontare in modo trasparente e comparabile il loro impatto ambientale, sociale e economico. Un’organizzazione che adotta lo standard GRI per il loro reporting di sostenibilità può beneficiare di una maggiore credibilità e riconoscimento internazionale.

3. Sustainability Accounting Standards Board (SASB)

Il SASB fornisce standard specifici per settore, focalizzati sulla rendicontazione di questioni finanziariamente rilevanti legate alla sostenibilità. Questo approccio consente ad un’ organizzazione di comunicare in modo efficace agli investitori come stanno gestendo i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità nel loro settore specifico.

4. Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD)

Le raccomandazioni della TCFD riguardano la divulgazione di informazioni finanziarie relative al clima, aiutando le aziende a comunicare i rischi e le opportunità legati al clima che possono avere impatti finanziari significativi. L’adozione delle raccomandazioni della TCFD sta diventando sempre più un punto di riferimento per le aziende impegnate nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

5. Normative Nazionali

Oltre alle direttive UE e agli standard internazionali, le aziende italiane devono anche tenere conto di eventuali normative nazionali aggiuntive o specificità che potrebbero influenzare la rendicontazione della sostenibilità. Queste possono includere requisiti di disclosure aggiuntivi, incentivi per pratiche sostenibili o altre leggi pertinenti.

Per le aziende italiane, l’orientamento verso queste linee guida e standard è fondamentale per la possibilità di assicurare che il loro reporting di sostenibilità sia all’altezza delle aspettative degli investitori e conforme alle richieste normative, contribuendo così a una maggiore trasparenza e responsabilità aziendale nel 2024 e oltre.

Bilancio di sostenibilità esempio

In un contesto globale dove la sostenibilità si afferma come criterio imprescindibile per la valutazione delle performance aziendali, il Bilancio di Sostenibilità 2024 emerge come uno strumento chiave per comprendere l’impegno delle imprese verso pratiche responsabili. Questo documento, fondamentale per tracciare progressi e delineare obiettivi futuri, offre una finestra aperta sulle iniziative ambientali, sociali e di governance che non solo mirano al benessere del pianeta e della comunità ma consolidano anche la posizione di mercato delle aziende coinvolte. Attraverso una disamina accurata e trasparente, il Bilancio di Sostenibilità 2024 svela come queste pratiche responsabili siano divenute pilastri per lo sviluppo sostenibile e il successo aziendale, invitando lettori e stakeholder a riflettere sull’importanza di un impegno concreto e misurabile verso la sostenibilità. Ecco alcuni punti a titolo di esempio di un ipotetico di report di Sostenibilità per un’azienda italiana.

Introduzione e Messaggio dell’Amministratore Delegato

  • Presentazione dell’impegno dell’azienda verso la sostenibilità.
  • Panoramica degli obiettivi di sostenibilità per l’anno e oltre.

Profilo Aziendale

  • Breve descrizione dell’azienda, inclusi settore di attività, dimensioni e localizzazione.
  • Visione, missione e valori aziendali relativi alla sostenibilità.

Approccio alla Sostenibilità

  • Politiche di sostenibilità adottate.
  • Struttura di governance della sostenibilità.
  • Stakeholder engagement e collaborazioni.

Prestazioni Ambientali

  • Iniziative per la riduzione delle emissioni di CO2 e l’impronta carbonica.
  • Uso efficiente delle risorse, inclusi energia, acqua e materiali.
  • Gestione dei rifiuti e riciclo.

Impatto Sociale

  • Politiche per il benessere dei dipendenti e iniziative per il loro sviluppo.
  • Contributi alla comunità locale e iniziative sociali.
  • Rispetto dei diritti umani lungo la catena di approvvigionamento.

Governance

  • Pratiche di governance etica e trasparente.
  • Meccanismi di controllo interno per prevenire la corruzione.
  • Rispetto delle leggi e delle regolamentazioni applicabili.

Risultati e Obiettivi

  • Riepilogo dei risultati ottenuti nell’anno di riferimento.
  • Obiettivi futuri e piani di azione per migliorare ulteriormente la performance di sostenibilità.

Metodologia e Standard di Reporting

  • Dettagli sugli standard di reporting seguiti (es. GRI, SASB).
  • Spiegazione della metodologia di raccolta e analisi dei dati.

Conclusione

  • Riflessioni finali sull’importanza della sostenibilità per l’azienda.
  • Impegno verso un miglioramento continuo.

Questo esempio ipotetico segue le linee guida generali per la redazione di un bilancio di sostenibilità, includendo i principali pilastri ESG (ambientale, sociale e di governance) e rispecchiando un impegno aziendale trasparente e responsabile verso la sostenibilità. La struttura specifica e i contenuti possono variare in base alle caratteristiche uniche dell’azienda, al settore di appartenenza e agli standard di reporting adottati.

FAQ: Domande frequenti sul BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ

  1. Perché un’azienda dovrebbe redigere il bilancio di sostenibilità
    La redazione di un bilancio di sostenibilità aiuta un’azienda a valutare e comunicare il proprio impatto su ambiente e società, migliorare l’immagine aziendale, rispondere alle aspettative di clienti e investitori, e identificare aree di risparmio e di miglioramento operativo.
  2. Quali sono i principali standard di riferimento per la redazione del bilancio di sostenibilità?
    Gli standard più diffusi includono il Global Reporting Initiative (GRI), i principi del Sustainability Accounting Standards Board (SASB) e le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD).
  3. È obbligatorio per le aziende italiane redigere il bilancio di sostenibilità?
    La redazione del bilancio di sostenibilità è obbligatoria per le grandi imprese di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti, secondo il D.Lgs. 254/2016 che recepisce la Direttiva UE 2014/95/UE. Le PMI possono redigerlo volontariamente.
  4. Come può Alens supportare le aziende nella redazione del bilancio di sostenibilità?
    Alens offre un servizio completo che include l’analisi preliminare, l’identificazione degli indicatori ESG rilevanti, la definizione dei contenuti del bilancio, e il supporto strategico per integrare la sostenibilità nei processi aziendali, garantendo una comunicazione efficace e trasparente degli obiettivi di sostenibilità.
  5. Quanto tempo richiede la compilazione del report di sostenibilità?
    Il tempo necessario può variare in base alla dimensione dell’azienda, alla complessità delle sue operazioni e alla disponibilità di dati. Generalmente, il processo può richiedere da alcuni mesi fino a un anno.
  6. Quali benefici porta oltre alla compliance normativa?
    Oltre alla conformità con le normative, può migliorare la reputazione aziendale, favorire l’attrazione di investimenti sostenibili, ottimizzare i processi riducendo i costi, e creare un vantaggio competitivo dimostrando un impegno concreto verso la sostenibilità.
  7. A chi è destinato il bilancio aziendale di sostenibilità?
    Il bilancio di sostenibilità aziendale si rivolge a una vasta gamma di stakeholder, essenziale per comunicare in modo trasparente gli sforzi e gli impegni di un’azienda in termini di sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa (CSR). Questi portatori di interesse includono non solo i dipendenti, i clienti e i fornitori, ma anche le comunità locali, le autorità governative, gli investitori e i media. Il bilancio di sostenibilità, generalmente pubblicato annualmente, serve come ponte di comunicazione tra l’impresa e questi gruppi, rafforzando la fiducia e supportando il dialogo su questioni di sostenibilità.
  8. Il report di sostenibilità aziendale è obbligatorio?
    Secondo la Direttiva 2014/95/UE, recepita dall’Unione Europea nel 2016, il bilancio di sostenibilità è divenuto un requisito obbligatorio per tutte le grandi imprese di interesse pubblico, inclusi i gruppi aziendali che contano in media più di 500 dipendenti. Questo obbligo sottolinea l’importanza di una comunicazione trasparente sulle prestazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) da parte delle aziende, incentivando una maggiore responsabilità verso pratiche sostenibili.
  9. È fondamentale coinvolgere l’intera filiera produttiva per elevati standard di sostenibilità?Assolutamente sì. Il coinvolgimento dell’intera filiera produttiva è cruciale per garantire la sostenibilità complessiva di un’azienda. Dall’approvvigionamento dei materiali alla produzione fino alla distribuzione, ogni fase ha un impatto significativo sulle performance ambientali e sociali dell’impresa. Un’attenzione strategica alla sostenibilità lungo tutta la filiera non solo migliora l’efficienza e riduce i rischi, ma contribuisce anche a consolidare un’immagine aziendale veramente “green”.
  10. Qual’è la differenza fra “Bilancio di Sostenibilità”, il “Bilancio Sociale” e il “Bilancio Integrato”?
    Il “Bilancio di Sostenibilità”, il “Bilancio Sociale” e il “Bilancio Integrato” sono strumenti di rendicontazione aziendale che condividono l’obiettivo di fornire una visione olistica delle performance aziendali, ma si differenziano per il loro focus e la loro portata:
    1. Bilancio di Sostenibilità:
      • Focus: Mette in evidenza gli aspetti economici, sociali e ambientali dell’attività aziendale.
      • Portata: Include informazioni riguardanti le azioni e le performance dell’azienda in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale.
      • Obiettivo: Comunicare in modo trasparente e completo l’impatto complessivo dell’azienda sull’ambiente, la società e l’economia.
    2. Bilancio Sociale:
      • Focus: Si concentra principalmente sugli impatti sociali delle attività aziendali.
      • Portata: Include informazioni sul coinvolgimento dell’azienda in attività socialmente responsabili, come progetti di beneficenza, iniziative comunitarie, condizioni di lavoro dei dipendenti, ecc.
      • Obiettivo: Rendere conto degli investimenti sociali e dell’impatto positivo dell’azienda sulla società.
    3. Bilancio Integrato:
      • Focus: Integra le dimensioni finanziarie e non finanziarie dell’azienda in un’unica visione.
      • Portata: Incorpora informazioni finanziarie tradizionali insieme a dati relativi alla sostenibilità, all’ambiente, alla governance, alle risorse umane e al capitale intellettuale.
      • Obiettivo: Fornire una visione complessiva e integrata delle performance aziendali, riconoscendo l’interdipendenza tra aspetti finanziari e non finanziari e il loro impatto sul valore complessivo dell’azienda.
  11. In sintesi, mentre il Bilancio di Sostenibilità si concentra su tutti gli aspetti della sostenibilità aziendale, il Bilancio Sociale pone l’accento sugli impatti sociali e il Bilancio Integrato offre una visione più ampia e integrata che include sia aspetti finanziari che non finanziari.
  12. Cos’è l’Analisi di Materialità?
    L’Analisi di Materialità è un processo utilizzato dalle aziende per identificare e valutare gli aspetti che sono più rilevanti per le loro attività e per i loro stakeholder. Nel contesto dell’ESG (Ambientale, Sociale e di Governance), l’Analisi di Materialità si concentra sui temi che hanno un impatto significativo sull’azienda stessa e sulla sua capacità di creare valore nel lungo termine.
    Le aziende dovrebbero concentrarsi su aspetti ESG che sono rilevanti per la loro industria, la loro catena di approvvigionamento, i loro dipendenti e le comunità in cui operano. Questi possono includere questioni ambientali come l’impatto sul clima, l’uso delle risorse naturali e la gestione dei rifiuti; questioni sociali come la salute e la sicurezza dei lavoratori, la diversità e l’inclusione, e i diritti umani; e questioni di governance come la trasparenza, l’etica aziendale e la gestione dei rischi.
    Identificare e gestire questi aspetti materiali è essenziale per le aziende che vogliono migliorare le loro prestazioni ESG, ridurre i rischi e creare valore a lungo termine per tutti i loro stakeholder.
  13. Cos’è lo standard SA 8000?Lo standard SA 8000 rappresenta un benchmark internazionale per la responsabilità sociale aziendale. Definisce un quadro etico per le condizioni di lavoro, promuovendo il rispetto dei diritti dei lavoratori, la sicurezza sul lavoro, la giustizia retributiva e il rifiuto di pratiche quali il lavoro minorile e la discriminazione. Adottando lo standard SA 8000, un’organizzazione dimostra il suo impegno nel mantenere elevati standard etici e sociali nelle sue operazioni globali.

La redazione del tuo bilancio di sostenibilità con Alens

La redazione del bilancio di sostenibilità aziendale rientra nel tema della rivoluzione in ambito ambientale in atto. Il Climate Change dovuto alle emissioni di CO2 e la scarsità e non rinnovabilità della maggior parte delle risorse attualmente utilizzate, determineranno scenari di sviluppo e di consumo molto diversi da quelli attuali.

Non aspettare che altri decidano la strategia della tua azienda!

Alens, grazie alla propria esperienza in tema di energia, ambiente e sostenibilità, si propone di affiancare il Cliente nella predisposizione del Bilancio di Sostenibilità: un primo passo verso un progetto di sostenibilità dell’azienda ed di coaching (Sustainability Development Project), sarà realizzato attraverso una serie di azioni preliminari che porteranno successivamente all’ avviamento di un piano strategico, consentendo un miglioramento dei propri indicatori ESG e una comunicazione efficace e trasparente agli stakeholder dei propri obiettivi, fino a quella dei propri risultati all’interno del Bilancio di Sostenibilità.

Perché redigere un accurato bilancio di sostenibilità con Alens?

  • Per integrare la sostenibilità nei processi aziendali;
  • Per creare valore nella tua azienda;
  • Per scoprire che la sostenibilità può diventare un driver di riduzione dei costi sviluppando prodotti e servizi innovativi;
  • Per cambiare in meglio il rapporto con gli stakeholder;
  • Per essere preparati ai cambiamenti in atto e sviluppare idonee politiche di marketing.

Rivolgiti ad Alens per la redazione o per l’aggiornamento del Bilancio di Sostenibilità aziendale: in poche settimane, dopo l’analisi dei dati, siamo in grado di guidarti nel tuo percorso di sostenibilità attraverso la redazione di una roadmap specifica.

Vuoi aumentare le tue performance di business?

Siamo specializzati in consulenza strategica e servizi di sostenibilità aziendale, mercato ed efficienza energetica. Contattaci per la creazione e l’implementazione delle tue strategie di sostenibilità, la valutazione e il miglioramento della performance ambientale, sociale e di governance (ESG), la redazione di bilanci di sostenibilità.


ALENS sbrl
Sede Legale: Corso Cavour 44, 27100 Pavia | Pec: pec@pec.alens.ittel: +39 0382 22837 |                                                       P. IVA e C.F. 02474810187

 


© Alens sbrl - All rights reserved. Powered by Esc Agency.