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Guida completa agli obiettivi ESG: cosa richiedere al tuo consulente ESG per la redazione del report

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Luglio 11, 2024

I report ESG sono strumenti che le organizzazioni utilizzano per comunicare all’esterno gli interventi messi in atto per migliorare l’impatto ambientale, sociale e di governance delle proprie attività. In questo articolo vedremo quali sono gli obiettivi ESG e i criteri più importanti da includere quando ci si approccia al report, e in che modo incorporare tutte le informazioni essenziali al suo interno.

Come abbiamo visto in un recente articolo, molte organizzazioni si sono già attivate in questi ultimi anni redigendo dichiarazioni non finanziarie e bilanci di sostenibilità aziendali, allo scopo di sottolineare i passi in avanti compiuti per ridurre il proprio impatto sull’ambiente, per promuovere i diritti civili e le pari opportunità e per combattere corruzione e cattivo uso dei dati, incoraggiando politiche di governance più eque per tutti

All’inizio del 2023 l’UE ha approvato la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la nuova normativa di riferimento per le rendicontazioni di natura non finanziaria, che estende l’obbligo di reporting ESG ad un numero maggiore di organizzazioni che operano in Europa.

Come abbiamo già visto, sebbene l’obbligo di rendicontazione ESG non coinvolga tutte le imprese sul territorio europeo, l’abitudine a dotarsi di questa tipologia di documenti si sta diffondendo anche su spinta volontaria delle singole aziende, per motivi legati alla reputazione corporate, alle credenziali ambientali e a strategie aziendali a lungo termine che prediligono una visione olistica dell’impresa, come player all’interno di un contesto più ampio.

Cosa deve includere un rapporto ESG?

Un rapporto ESG deve descrivere lo status quo e i progetti futuri di un’organizzazione in termini di impatto ambientale, sociale e di governance. A tal fine, un report esaustivo deve includere le azioni intraprese fino a quel momento da una data organizzazione in relazione a questi macro-indicatori:

  • Ambiente: ovvero le azioni messe in campo per contrastare il cambiamento climatico, diminuire le emissioni di carbonio, tutelare la biodiversità, contingentare l’utilizzo delle risorse comuni ed efficientare l’approvvigionamento energetico.
  • Società: include gli interventi per la promozione della diversità e dell’equità, la protezione dei dati e della privacy, il coinvolgimento dei dipendenti nelle decisioni e nella vita aziendali, la tutela dei diritti umani e degli standard lavorativi.
  • Politiche aziendali: i controlli interni previsti dalle politiche anticorruzione, informazioni trasparenti in merito alla retribuzione dei dirigenti e dei dipendenti, diritti degli azionisti, attività di lobbying, programmi di whistleblowing.

Cosa includere in un report ESG efficace

Si può predisporre un report ESG adottando formati diversi, sia di contenuti che di visualizzazione, e che possono in parte dipendere dal settore specifico e dai destinatari del documento. Nel caso in cui l’azienda rientri tra quelle tenute per legge a redigere il report, si farà inoltre riferimento a uno specifico framework e a modalità previste dalla normativa vigente.

Successivamente si procede a delineare un modello con linee guida che ne tracciano il contenuto. È fondamentale che tutti i dati, le metriche e i KPI inseriti siano chiari e ben leggibili per chi riceve il documento.

Tra gli elementi da includere c’è innanzitutto un bilancio riguardo gli obiettivi ESG, che ha lo scopo di descrivere dettagliatamente il quadro della situazione e gli obiettivi a breve e medio termine, includendo metriche che verranno monitorate e confrontate con le performance future.

Se si è già in possesso di dati relativi agli anni precedenti, inserirli comparandoli con lo stato attuale può essere un ottimo metodo per sottolineare i progressi già fatti, la responsabilità dell’organizzazione e le buone pratiche già messe in atto verso una maggiore consapevolezza sociale e ambientale

Un’altra buona pratica è quella di includere uno o più paragrafi redatti dall’amministratore delegato e che in generale diano voce alla leadership aziendale: questa scelta può aiutare a trasmettere con maggiore enfasi passaggi chiave della visione d’azienda a stakeholder, azionisti e investitori. 

Vediamo di seguito più in dettaglio quali sono, per ognuno dei tre macro-indicatori, i principali criteri da includere nella rendicontazione ESG.

Criteri ambientali (E)

I criteri ambientali contenuti nei rapporti ESG permettono alle organizzazioni di descrivere l’impatto che le proprie attività hanno sull’ambiente e le azioni che stanno intraprendendo per ridurlo. In questa sezione trovano spazio anche le eventuali certificazioni energetiche o relative alle emissioni di gas serra. Tra i criteri da inserire, troviamo i seguenti:

  • Cambiamento climatico
    Tenere il cambiamento climatico al centro dell’attenzione sta diventando sempre più importante, per i consumatori e per gli investitori.

Questo criterio include tutte le informazioni riguardo le emissioni di carbonio, la carbon footprint dell’azienda in termini di prodotti e servizi erogati, ma anche trasporti e impatti indiretti; rientra in questo orizzonte anche l’impatto ambientale dei finanziamenti e la vulnerabilità dell’organizzazione ai cambiamenti climatici.

  • Risorse naturali ed energia
    Tutte le informazioni che riguardano l’utilizzo di risorse naturali, ad esempio le risorse idriche, l’approvvigionamento di energia, l’uso del suolo, che comprende il rapporto con la biodiversità del territorio e la rendicontazione in merito all’utilizzo di materie prime. Un rapporto ESG ben fatto dovrebbe informare con chiarezza in merito a tutti questi indicatori.

L’ottenimento di materiali e beni con un’associazione comprovata a problemi ambientali, sociali o etici è considerato un approvvigionamento controverso da esplicitare.

  • Inquinamento e rifiuti
    In questa sezione del report rientreranno le emissioni di gas serra, ma non solo. Il report dovrebbe includere anche informazioni precise sulle varie tipologie di rifiuti prodotte dall’organizzazione, ad esempio eventuali rifiuti tossici, rifiuti elettronici, materiali da imballaggio, e il rifornimento idrico. È importante che i dati siano esposti in modo chiaro e trasparente per consentire ai destinatari del documento di comprendere al meglio l’impatto dei rifiuti sull’ambiente e le politiche migliorative che l’azienda intende perseguire in tal senso.
  • Possibilità di miglioramento e strategie green
    Soprattutto se il margine di miglioramento è notevole, è importante compilare questa sezione con attenzione, descrivendo tutti i possibili interventi migliorativi da perseguire in termini di bioedilizia, energie rinnovabili, tecnologie pulite ecc.

Criteri sociali (S)

Il pillar sociale descrive il modo in cui un’organizzazione gestisce i rapporti con i dipendenti, gli azionisti, i fornitori e altri stakeholder. Rientrano in questa sezione:

  • Le risorse umane
    Questa sezione incorpora tutti i dati relativi alla gestione della sicurezza e della salute sul lavoro, agli standard lavorativi della supply chain, alle opportunità di sviluppo dei dipendenti. Include anche dati più precisi riguardo i dipendenti dell’organizzazione come il trattamento generale, il grado di soddisfazione e la sicurezza percepita.
  • Responsabilità di prodotto
    In questa sezione rientrano le informazioni in merito alla qualità e alla sicurezza dei prodotti o servizi forniti, ma anche riguardo la sicurezza e privacy delle informazioni, alla sicurezza degli investimenti e ad eventuali rischi.

Per i prodotti e i servizi digitali, includere informazioni sulla privacy e sulla sicurezza dei dati.

In caso di prodotti fisici, sarà necessario includere informazioni specifiche sulla sicurezza e la qualità dei prodotti, sulla sicurezza chimica e su altri possibili rischi e considerazioni applicabili alla salute.

  • Opportunità sociali
    Una parte sempre più cruciale del rapporto riguarda la diversità, l’equità e l’inclusione. In questa sezione devono essere compresi tutti gli interventi pianificati per migliorare lo status quo aziendale in merito agli indicatori sociali, dunque le opportunità da perseguire e il margine di miglioramento.

Criteri di governance (G)

Il pillar della corporate governance si riferisce alle politiche aziendali e alle regole messe in atto per la gestione, il controllo e il management di un’organizzazione. Questi i criteri che rientrano in questo pilastro:

  • Corporate governance

Fanno parte di questo criterio le informazioni circa la diversità e rappresentanza all’interno del consiglio di amministrazione, i compensi dei dirigenti, proprietà e contabilità.

La trasparenza delle retribuzioni sta diventando sempre più uno indicatore con molteplici ricadute anche di natura etica, pertanto è buona pratica includere dati e informazioni in merito.

  • Comportamento e politiche aziendali

In questa sezione del report vanno incluse tutte le informazioni sull’etica aziendale, sulle pratiche anti-corruzione messe in atto, eventuali attività di lobbying, programmi di whistleblowing, informazioni sulla trasparenza fiscale.

Un altro punto fondamentale da includere nel report è quello relativo alla cyber security, ovvero riferire circa i protocolli e le eventuali certificazioni di sicurezza di cui l’organizzazione si è dotata, senza omettere eventuali aree di miglioramento. 

Conclusioni

Gli standard internazionali sulla rendicontazione in materia di ESG stanno iniziando a delinearsi più chiaramente proprio in questi anni, con nuove e più dettagliate norme e nuovi scadenziari.

In quest’orizzonte avvalersi della consulenza di esperti nel settore è la migliore strategia, per evitare errori nella procedura e assicurare la totale compliance normativa e una rendicontazione trasparente ed esaustiva.

Riuscire a coniugare la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico con la crescita del business è la sfida di tutte le aziende. Vuoi sapere come? Contattaci.

Siamo specializzati in consulenza strategica e servizi di sostenibilità aziendale, mercato ed efficienza energetica. Contattaci per la creazione e l’implementazione delle tue strategie di sostenibilità, la valutazione e il miglioramento della performance ambientali, sociali e di governance (ESG), la redazione di bilanci di sostenibilità.


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